CANCAN

Fabritia D’Intino

Il Can Can appare a Parigi nel’800 come sviluppo della quadriglia, una danza codificata di coppia all’interno della quale le donne progressivamente si appropriano della pratica del “solo” (tipicamente maschile). In questo moto di emancipazione ha un ruolo fondamentale l’uso delle gambe le quali, normalmente nascoste dalle gonne dell’epoca, acquistano sempre più mobilità ed articolazione. Un ballo rivoluzionario ed erotico, per questo a lungo bandito. L’origine del termine Can Can risulta tuttora dibattuta, sembra comunque avere a che fare con il chiasso, la confusione e soprattutto lo scandalo. I diversi aspetti storici in questo progetto vengono inclusi e declinati in una possibile lettura del presente. In particolare l’aspetto di rivolta rispetto alla visione patriarcale del corpo e delle relazioni diventa motivo dell’affermazione di una danza ipo-performativa che intende distanziarsi da modelli di rappresentazione statici, spingendo lo sguardo oltre il canone predominante.

Fabritia D’Intino nasce a Foligno nel 1986. Si laurea presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma e consegue il BA presso ArtEZ Hogeschool voor de Kunsten, in Olanda.

Nel 2011 parte la sua esperienza professionale con le compagnie Déjà Donnè e Sosta Palmizi. Dal 2013 al 2019 coordina la piattaforma internazionale Barcelona International Dance Exchange – BIDE curando gli eventi, le residenze e i laboratori in Europa e America.

È tra gli artisti selezionati per il progetto EU Dance Moves Cities e il bando Movin’Up di G.A.I., anno 2014.

Nel 2017, con il suo solo Wannabe, in collaborazione col musicista Federico Scettri, vince i premi In Generazione e TU 35 Expanded.

Dal 2018 collabora come danzatrice con i coreografi Salvo Lombardo e Giuseppe Vincent Giampino e l’anno seguente debutta presso il Festival Le Grand Bain di Roubaix con il quartetto Plubel. Nello stesso anno collabora anche con Indisciplinarte e Demetra come coordinatrice artistica per il progetto partecipativo Museo Domestico ed è artista associata della Compagnia Chiasma – Salvo Lombardo.