ID

interactive dance

L’interazione uomo-macchina si svolge attraverso un principio di azione/reazione che regola discipline e comportamenti definiti. Un processo molto simile al gioco non inteso come puro intrattenimento ma come forma di conoscenza, esplorazione, accesso a nuove dimensioni cognitive. Lo spettacolo ID assimila e combina vari schemi di gioco interattivo trasformando in allegoria dell’esistenza le azioni degli interpreti. I danzatori, sottomessi alle regole e osservati da prospettive micro e macro, esprimono un legame imprescindibile e un senso di appartenenza caratteristici di una “comunità”, si muovono incessantemente e il loro dinamismo attiva un incontrollato proliferare di eventi visivi e sonori, di relazioni e di scontri. Una volta automatizzato lo schema ludico-informatico, i protagonisti divengono “players” confondendo la loro realtà di individui  con la dimensione metaforica del gioco.

Il sistema interattivo

Il danzatore si relaziona allo spazio attraverso l’occhio di una telecamera che comunica il movimento ad un sistema interattivo composto da 3 software con funzioni diverse: INCROM per il rilevamento attraverso il colore della posizione, della velocità, dell’ accelerazione e della dimensione nello spazio, AUXY max/msp per l’elaborazione della parte audio e RESOLUME per l’elaborazione delle immagini. Questa architettura interattiva trasforma lo spazio scenico in area sensibile al colore, “catturato” o “rilevato” dai costumi indossati dai performer e dai fasci di luce prodotti durante lo spettacolo.

Credits

Progetto di Claudio Prati e Ariella Vidach

Coreografia Ariella Vidach

Performer Alessio Attanasio, Stefano Cristofanello, Anna Kolesarova, Rebecca Pesce, Stefania Trivellin, Ariella Vidach

Musica Massimiliano Viel

Disegno luci Stefano Pirandello 

Audio interactive software Auxy Riccardo Mazza

Grafica interattiva Federico Lupica

Motion tracking software Incrom Orf Quarenghi  

Scenografia Claudio Prati 

Costumi Lucia Lapolla

Organizzazione Sara Prandoni

Con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lombardia, Comune di Milano, D.E.C.S. Divisione Cultura – Cantone Ticino, Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, Comune di Lugano