Lantibella
C’erano tutti tranne io

Nel mondo ogni cosa cade: neve, pioggia, foglie, i bambini che muovono i primi passi. Nasciamo e cadiamo, proiettati al di fuori del calore del ventre materno nelle sofferte contrazioni del parto.Perdiamo il controllo e veniamo catapultati in una condizione nuova. Cadiamo quando ci troviamo sopra il livello del suolo o nei viaggi della
mente, sopra la condizione naturale di esseri umani. Di certo l’atto non è mai volontario. Cadere vuol dire perdere.“C’erano tutti tranne io” esplora la solitudine derivante dall’incapacità di stabilire una vera connessione emotiva o intellettuale, la vertigine dinanzi alle parole e alle convenzioni svuotate di senso.
Voce e corpo si addentrano nel sistema fallace della comunicazione, instaurando una relazione tra ribellione e acquisizione di coscienza.
Credits
di e con Lantibella
assistenti Sorelle di damiano
foto Julia Morella
con il sostegno di Fábrica de Creacciò Fabra i Coats
